|Stante_Introduzione

6.Ironia della sorte-piazza Chiesa di S. Martino

|Ironia della sorte

Gli oggetti, a volte, sembrano avere un loro proprio senso dell’umorismo. Infatti, si adattano senza imbarazzo a condizioni anche molto distanti da quelle per cui sono stati pensati. Un divano può tranquillamente sentirsi a proprio agio sulla porta di casa, intanto che un galletto non sa se cantare oppure no.

Porte, finestre, cancelli. Dovrebbero aprirsi e lasciare libero il passaggio, perchè in fondo, è ciò per cui sono stati costruiti.

Tuttavia, è molto più semplice trovare porte a vetri, pesanti e blindate, cancelli chiusi a doppia mandata, finestre murate. Le uniche presenze in questo spazio appiattito sono ombre, riflessi, rimanenze di corpi in procinto di dissolversi.

Così, i luoghi di transizione tra il dentro e il fuori non sono più pretesto per indugiare sui limiti e sporgersi dai confini, ma diventano simboli dell’inganno: lì dove si spera l’apertura imminente, la luce che filtra, la liberazione, si consuma la delusione di vedersi inappellabilmente respinti.

Che questo sia o meno effetto di un carattere antropologico del nostro tempo è una buona domanda. Intanto che ce lo chiediamo a vicenda, siamo come il galletto sotto il portico: chiusi fuori, dormiamo su vecchi divani, fintanto che non fa troppo freddo.

.Vimeo Giulia Colombo, Album_Stante